Honi soit qui mal y pense

Pubblicato il 23 aprile, 2009 alle 8:03 pm da Terenzio


Honi soit qui mal y pense

La stampa straniera ha sempre maggiore difficoltà ad orientarsi tra le iniziative fantasmago- riche del nostro presidente del Consiglio, e anche gli italiani, che ormai all’uomo hanno fatto l’abitudine, annaspano, incerti se collocare le sue gesta tra le pagine della politica o quelle di cronaca dedicate alla malasanità.

L’ultima “alzata di testa” sul trasferimento del vertice dei G8 a l’Aquila non ha suscitato, almeno ufficialmente, grandi reazioni ostili, forse perché i “grandi” coinvolti e sballottati, in un rapido “passaparola”, hanno deciso di assecondarlo, per evitare aggravamenti ed essere costretti a dormire in sacco a pelo.

Certo qualcuno ha fiutato il vecchio comportamento da magliaro che tenta sempre di rifilare la fregatura: il Times, dando per certo l’assenso al trasferimento dei governi interessati, mangia la foglia (“The G8 event would put L’Aquila “in the centre of world attention”) , e sostiene che l’Italia abbia confezionato come una “lista nozze” sulla quale ogni paese straniero potrebbe scegliere il monumento abruzzese da restaurare. L’elenco è lungo e comprende almeno 38 siti (Luciano Marchetti, the civil protection official in charge of the scheme, said that he had chosen 45 sites, which would be reduced to 38 by Sandro Bondi, the Culture Minister. The monuments on the list include L’Aquila’s 16th-century Spanish castle, the Fortezza Spagnola, which the Spanish goverment has already offered to restore. The castle houses the National Museum of Abruzzo, from which rescue workers have salvaged 200 paintings, sculptures and other art objects.
Also up for adoption is the 13th-century Basilica of Santa Maria di Collemaggio, which was the site of the coronation of Pope Celestine V in 1294 and contains his tomb, and L’Aquila’s largest Renaissance church, San Bernardino da Siena
), in una sorta di sorridente pressing per una “adozione a distanza”.

I sardi, confermando d’essere sempre “pocos, locos y male unidos”, protestano –non tutti- per il furto e l’irrisione, sempre che la furbata non serva anche a nascondere le difficoltà a completare le opere a La Maddalena, cadendo il terremoto a proposito per precostituire un alibi “save-face” (traducibile in sardo, variante lingua comuna di Soru, con “parare il culo”).

Ma la tragedia abruzzese distoglie un po’ dell’attenzione anche dalla farsa delle candidature alle europee, che, tra “quote rosa” e rinnovamento della politica, si stanno concretizzando nell’harem profumato di cui si favoleggiano le frequentazioni. Le odalische non mancano e gli eunuchi ancor meno, tutti presenti al corso serale di politica e bon ton che avrà come traguardo finale il parlamento di Strasburgo e gli oltre 20.000 euro di “appannaggio”connessi mensilmente.

Oggi, festa di san Giorgio, mentre a Londra nella cappella dedicata al Santo si riuniscono i 25 cavalieri dell’Ordine della Giarrettiera (che rinnova l’antico intreccio tra potere e godere), i giornali stranieri ( 1 ) ( 2 ) ( 3 ) ( 4 ) ( 5 ) presentano una sfilata di cosce che neanche nei calendarietti incipriati dei barbieri di una volta, di quando il Cavaliere, ancora ricco di pelo naturale, li frequentava.

Forse è per nostalgia di quei tempi che, perso il pelo, si tiene stretto il vizio. Metaforicamente, s’intende. Ma pagasse lui, almeno…

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