”Soru indagato? Non fa niente, stiamo con lui” è il titolo-sintesi che l’Unione Sarda ha usato per far sapere “Urbi et, soprattutto, Orbi” che il depositario della pulizia, il Mastrolindo dei Valori, ha assolto il candidato Soru da ogni ipotetica opacità di comportamento, salendo contemporanea- mente sul suo carro da guerra.
E ha continuato “[…] Soru… ha ringraziato l’Idv per il sostegno. La nostra è una scelta di discontinuità chiara e netta con le politiche clientelari e con dinamiche che possono arrecare danno alla Sardegna”, con la sicurezza che gli deriva dalla ormai consolidata esperienza nel riconoscere (a fiuto, sostiene lui) le… politiche clientelari.
Il suo fiuto però necessita d’affinamento, avendo mostrato qualche debolezza già in ambito familiare e più recentemente nella compagine politica, anch’essa sua creatura, con deputati dell’IdV per i quali “la Squadra mobile di Caserta ha aperto un procedimento penale per un’ipotesi di reato per associazione a delinquere di stampo mafioso.” ( 1 ) ( 2 ) ( 3 )
Nessuno è colpevole se non dopo sentenza passata in giudicato, sostengono la legge, il buonsenso e l’onestà intellettuale. Da quel grande garantista che si scopre essere nelle vicende “pro domo sua” Di Pietro ha giustamente evidenziato:
“Non vogliamo condannati tra le nostre fila e ci auguriamo che non ci siano neppure nelle altre liste. Idv sostiene la non candidabilità delle persone condannate e la non assunzione delle cariche istituzionali per chi è stato rinviato a giudizio. In Sardegna, con la vicenda giudiziaria che riguarda la pubblicità istituzionale della Regione (il cosiddetto caso Saachi) mi pare, invece, che si sia ancora nelle fasi preliminari”.
Certo non si può pretendere una visione asettica e neutrale delle cose da chi fa politica, anche se continua a inquisire ed emettere sentenze dall’alto di un pulpito sempre meno credibile, dimenticando che dove sorgono i pulpiti sono anche gli altarini. Fatti apposta per essere scoperti, specialmente in periodo elettorale. Come quello sul quale Soru ha concelebrato (da di-missionario) con un paio di fedeli assistenti al soglio, un piccolo accordo di programma ( 6 ) ( 7 )che occhi malevoli ( 4 ) ( 5 ) vedono come una “forzatura” o addirittura un portento, dato che prevede anche lo spostamento di un fiumiciattolo che solo il ridicolo nome di Rio Cocodi impedisce di definire miracolo.
Con una sola operazione si faranno un sacco di quattrini, si catturerà l’energia del sole, si sposteranno le acque e si riconquisterà la terra promessa.
Solo Mosè potrebbe competere, classificandosi però secondo: la terra promessa la vide ma non riuscì ad entrarci.


Santippe
3 years ago
Anche per Di Pietro è arrivato il momento scomodo del “a domanda risponde”, quando le domande le fanno gli altri, si spera con più garbo di quanto usasse lui.