Il mio discorso più bello e più denso esprime con il silenzio il suo senso

Pubblicato il 23 gennaio, 2008 alle 7:57 pm da


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L’arrivo dei rifiuti campani, fastidiosi e puzzolenti per tutti ad Ozieri, sta sollevando grandi discussioni ma anche polveroni che impediscono di vedere le manovre in atto fuori dei confini comunali.

E’ in atto una partita a scacchi in cui il nostro territorio, come sempre, ha il ruolo del pedone, destinato ad essere sacrificato per salvaguardare la salvezza di pezzi più pregiati. Come ognun sa, nella sua furia riformatrice, Soru mostra d’aver del metodo, come Amleto nella sua follia, per cui l’ossessione con la quale vorrebbe imporre la sua riforma dei Consorzi Industriali nasconde mire diverse da quelle apparenti. La riforma è stata studiata per evitare sprechi (milioni di passivo ogni anno) e razionalizzare gli organismi gestionali (pletorici, parassitari e costosissimi): ottimi propositi condivisibili da tutti ma che, come tutte le buone intenzioni, lastricano la via dell’inferno, dove s’accumula lo sterco del diavolo, essendo notoriamente quella la sua dimora . E il denaro i Consorzi Industriali oggi lo fanno dalla gestione dei rifiuti, quasi unica voce attiva dei disastrati bilanci. Al contrario della spazzatura, pecunia non olet. Il disegno di legge di riforma, secondo le intenzioni di Soru e della sua giunta da far passare nel calderone della finanziaria, è stato stoppato e stravolto dal Consiglio, ma non tutto è perduto. Dopo 90 giorni dall’approvazione delle legge finanziaria, Soru potrà nominare dei Commissari liquidatori degli 8 Consorzi superstiti (i piccoli andranno ai Comuni in cui sono ubicati) i quali avranno l’obbligo del pareggio di bilancio e, dati i precedenti, dovranno ricorrere ad operazione straordinarie, alcuni vendendo il loro patrimonio immobiliare, spesso molto, molto appetibile. Può nascerne qualche buon affaruccio.

Nel Piano regionale dei Rifiuti, piuttosto vecchiotto, era previsto il termovalorizzatore di Capoterra (il Tecnocasic) e l’inceneritore di Macomer (Tossilo). L’aggiornamento del Piano ha ipotizzato un 2° Termovalorizzatore ad Ottana, alimentato dalle 200.000 tonnellate di frazione secca prodotta dalle province di Oristano, Ogliastra, Nuoro, Sassari e Olbia – Tempio, da affiancare ad una Centrale termoelettrica alimentata da biomasse, dando vita ad una Centrale Termica Integrata (CTI) costituita dalle due linee di generazione energetica. Tutto sarebbe filato liscio se ad Ottana e a Nuoro fossero stati d’accordo, ma così non è stato e, nonostante le pressioni esercitate, Soru sembrava aver rinunciato al progetto. Ma il grande mondezzaio napoletano e le navi pattumiera hanno ridato fiato (si fa per dire) al vecchio sogno soriano, riesumando Ottana.

L’ostinata opposizione dei nuoresi, Provincia in testa, sta rischiando di compromettere definitivamente anche i rapporti politici all’interno del PD, tra Deriu, Presidente della Provincia e del PD, e il Governatore, reduce dalla sconfitta per la segreteria dello stesso, strappatagli da Cabras.

La quadratura del cerchio sulla pelle degli altri la stanno tentando i barbaricini, col valido contributo dell’assessore provinciale all’Ambiente Rocco Celentano, per puro caso di origini campane. Il quale, dal suo punto di vista e pro domo sua, fa un ragionamento tentatore, per le orecchie di Soru sempre ben disposto verso le c.d. terre del malessere (fossero del benessere le altre!). Tentando di scaricare il barile su altri, ha chiesto alla Regione di

“rivedere il Piano Regionale dei Rifiuti individuando nell’asse Macchiareddu-Tossilo-Nord Sardegna un sistema di termovalorizzatori e di impianti di smaltimento [...] coerente [...] con la logistica dei rifiuti regionali in relazione soprattutto alla baricentricità della produzione e dei trasporti [...] con la localizzazione dei termovalorizzatori in un’altra area (diversa da Ottana, ndr) che risulti baricentrica rispetto alla produzione dei rifiuti del Nord Sardegna”.

Ecco, non vorremmo che lo spirito di solidarietà che aleggia nel Comune di Ozieri si estendesse dalla piana di Chilivani a quella di Ottana e si spingesse fino a rivendicare la baricentricità del nostro territorio, valido per i mondezzai ma non per gli insediamenti industriali e le agevolazioni. E’ un accenno di ragionamento che sarebbe bene stroncare sul nascere, prima che dai mormorii si arrivi all’ufficiosità e si scivoli poi nell’ufficiale.

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