Mentre il CdA di Air France ha deciso questo pomeriggio di rompere le trattative su Alitalia e di restituire i suoi problemi agli italiani, appare all’orizzonte un cavaliere bianco, o meglio, rosso. L’ing. Giovanni Consorte, il finanziere ex numero uno di Unipol, il colosso assicurativo che ha fiancheggiato per decenni la sinistra comunista e postcomunista, ha dichiarato di esser pronto a entrare in una cordata insieme ad AirOne di Carlo Toto, industriale del settore, per salvaguardare l’italianità della compagnia di bandiera. I tempi dei furbetti del quartierino sembrano lontani, quando, con Ricucci e Coppola, Consorte fu stritolato dalle intercettazioni in cui, per il tentativo abortito di scalata alla BNL, faceva sognare Massimo D’Alema e consigliava Piero Fassino e fu causa d’infiniti guai per gli apprendisti stregoni che avevano profanato il sancta sanctorum del potere bancario e giornalistico italiano. Anche il Gip Clementina Forleo restò scottata, per aver toccato i fili dell’alta tensione parlamentare, senza rispetto per i sunnominati.
Ora il finanziere si ripropone per una nuova avventura, candidandosi a far parte della cordata di imprenditori evocata da Silvio Berlusconi per tenere in Italia la sventurata ex compagnia di bandiera:
«Lavoro come sempre dodici ore al giorno, e mi impegno per far decollare Intermedia che è nata tra il 2006 e il 2007. Intermedia farà, se richiesta, la sua parte: Intermedia è una banca d’affari che mi sta dando molte soddisfazioni, cresce ed è l’unica merchant bank italiana la cui proprietà è in mano agli imprenditori. Niente di strano mi pare ovvio che da italiano io preferisca un’Alitalia in mani italiane [...e si debba...] tentare qualcosa di concreto per evitare la fine ingloriosa di questa storia. Dunque sono a disposizione.Toto dovrebbe essere, a mio giudizio, il capocordata. La politica non c’entra, anzi la politica dovrebbe stare lontana da questa vicenda. Su Alitalia non ci dovrebbe essere nulla di politico [...] Berlusconi non ha fatto nomi, è stato generico, io ho indicato Toto.»
Per risollevare le sorti della nostra compagnia di bandiera a mezz’asta occorrono alcuni miracoli, se si considera che, nel trasporto esclusivo delle merci, sono utilizzati 5 aerei con equipaggio di due piloti, ma i piloti complessivamente impiegati nel settore Cargo, sono… centottanta, e da lì non vogliono essere schiodati.
Ha ragione Berlusconi: ci vuole proprio una bella cordata…


Scespir
3 years ago
Sarà il prossimo governo a decidere: se sarà Berlusconi, qualunque decisione sarà criticata. la vendita sarà sospetta e in perdita; il fallimento farà scoppiare rivolte; il salvataggio italiano avrà conflitto d’interessi; etrc. Non doveva sollevare il problema Alitalia, anche se a fin di bene. Bisognava lasciare la patata bollente a Prodi-Schioppa e più di tutto ai sindacati, abituati a mungere la vacca pubblica e adesso strizzati e malmenati da Air France. Il rischio della cordata italiana, se esiste o esisterà, e chiunque ci si metta, è che continueremo a sovvenzionare un carrozzone che si terrà 180 piloti (a 200.000 euro l’anno) per NON far volare i 5 aerei-cargo