Con la solita puzza sotto il naso di chi si considera antropologicamente superiore, noi europei siamo abituati a pensare che la politica americana sia solamente un grande spettacolo e un business mostruoso, dove contano soltanto gli spot televisivi e i giochi d’artificio, i soldi e le lobby. Associamo a quel processo democratico l’idea di una politica venduta alle grandi corporazioni e ai loro interessi, lontana dalla gente e vicina agli affaristi, elitaria e grossolana.
Quando in Italia si prova a introdurre qualche elemento di quel sistema politico che, peraltro, si basa sulle stesse solide istituzioni di oltre duecento anni fa (e noi, nel frattempo, che cosa abbiamo passato e in che stato ci troviamo?), immancabilmente si parla di americanate e di derive plebiscitarie, come se la spettacolarizzazione della democrazia americana fosse un pericoloso narcotico per la gente comune e una manna dal cielo per le solite caste di ricchi e potenti.
Eppure un’altra lezione ci arriva in questi giorni dalle convention democratica e repubblicana di questi giorni.
Solo negli USA, infatti, un quarantaseienne nero, figlio di un immigrato africano e di una mamma del midwest e cresciuto all’estero, può essere a un passo dal diventare presidente del suo paese e leader del mondo libero.
Solo in America può capitare che una ragazza di quarantaquattro anni, cresciuta nel posto più lontano possibile da Washington, madre di cinque figli e sposata con un metalmeccanico eschimese che per arrotondare e divertirsi fa il pescatore, abbia la possibilità di diventare vicepresidente del paese più importante del mondo.
Fino a quattro anni fa Barack Obama era un perfetto sconosciuto, fuori dal suo collegio elettorale di politico locale dell’Illinois. Otto anni fa, nel 2000, il Partito Democratico, che oggi guida con piglio sicuro, non lo aveva fatto nemmeno entrare alla convention di Los Angeles che stava per nominare Al Gore alla presidenza.
Sarah Palin era sindaco di un paesino di novemila abitanti quando, due anni fa, ha sfidato l’establishment del suo partito e sconfitto, prima alle primarie e poi alle elezioni generali, il governatore uscente, il suo predecessore e l’industria del petrolio. Fino a un paio di mesi fa, nemmeno gli insider di Washington l’avevano mai sentita nominare.
Solo in America. Purtroppo!


Ozieri 3.0
3 years ago
Di questi tempi, ad avere la puzza sotto il naso, pare proprio che sia chi scriva deliri come il suddetto articolo.
Come in tutti i paesi democratici occidentali, le elezioni sono una gigantesca farsa, e i candidati sono dei burattini dei più svariati gruppi di pressione, palesi o nascosti.
Negli USA spicca la lobby sionista filoisraeliana che, da sola può decidere o meno chi prenderà il potere, grazie al suo potere economico e alla pesante infiltrazione che ha nel sistema politico.
Il che vuol dire: chiunque vinca la politica estera non cambia linea.
Gli americani dovranno scegliere tra un ex pusher di coca amante dei festini omosex (obama), ed un fanfarone (vietnam) traditore della sua stessa nazione (USS Liberty), che risponde al nome di john Mc Cain.
Dal punto di vista della democrazia, dopo l’abolizione del Bill of Right, il Patriot Act1 e 2, direi siamo al limite della legge marziale.
Altro che purtroppo, meno male da noi ancora non succede, anche se ci stiamo pian piano arrivando, e forse faremo meglio a deAmericcanizzarci, finchè siamo in tempo.
Se guardiamo agli Stati Uniti oggi, vediamo una nazione allo sbando, con un debito inonorabile, dove milioni di persone vivono in auto o in tenda (sono milioni le case pignorate negli ultimi 2 anni), dove i ragazzini, cresciuti a ritalin e prozac, vanno a scuola armati.
Negli usa ci vogliono 5000$ per ingessare un braccio e 8000$ per partorire un bambino.
Se uno sconosciuto di colore arriva a diventare presidente, ha buone probabilità… di fare la fine di Kennedy… staremo a vedere.
Il destino degli USA sembra già segnato, verranno inglobati nell’Unione Nord Americana (tipo UE) con Messico e Canada, e divisi in 4 o 5 federazioni. Il dollaro sparirà, sostituito dall’Amero, in pratica, una bancarotta di Stato.
Quella che ci propina la tv è una falsa visione delle cose e non coincide con la realtà, e questo non vale solo per gli USA.
Gli americani sanno benissimo che con i media possono ingannare il mondo, stà al mondo non farsi ingannare.
Purtroppo….
Open your eyes
x-file
3 years ago
Grazie per i complimenti, ozierese 3.0, non volevo assolutamente offendere la tua sensibilità, ma vedo che sei abbastanza esperto in argomenti tipo coca, omosex, prozac e.. altro!
Non me la prendo affatto, sopratutto perchè in quanto a deliri, si vede subito che hai molta esperienza!
Ozieri 3.0
3 years ago
Non si tratta di offendere qualcuno, si tratta di fare una corretta informazione, e quello che hai scritto non lo è assolutamente.
La realtà degli USA di oggi è abbastanza evidente, e chi scrive cose come l’articolo in questione, o fà propaganda o è disinformato.
Sulle tue insinuazioni, non mi offendo, le ritengo cialtroneria pura. Sono abituato a discutere sul web, e, rispondere attaccando le persone divagando dall’argomento, è da ignoranti, che non sono in grado di reggere il confronto. Quindi il problema, non è mio, ma di chi scrive su argomenti che non conosce e su cui non si informa.
p://www.google.it/search?q=obama+sinclair&ie=utf-8&oe=utf-8&aq=t&rls=org.mozilla:it:official&client=firefox-a
Ricorda anche che potrei sapere chi sei, quindi “procura de moderare” insulti e insinuazioni, per non doverle poi ripetere davanti al diretto interessato.
Sulle mie affermazioni, esistono i riscontri.
Non li ho inseriti per questioni di spazio e perchè credevo che ci fosse un minimo di informazione di base, anzichè un insulto al giornalismo.
Comunque…
1 sui pignoramenti di case… [e anche]
2 Vorresti negare che ci sono state parecchie stragi nelle scuole americane? Che le armi al loro interno non siano un problema? e che gli autori siano degli adolescenti trattati con i psicofarmaci?
Il presunto passato di Obama quale pusher, e i suoi “passatempi”, fanno parte delle confessioni di un suo ex compagno di college [e anche] [e anche]
Probabilmente questo scandalo sarà tirato fuori nel caso Obama diventi presidente, una nuova versione del caso lewinsky.
3 Che Mc Cain sia stato un eroe in Vietnam, c’è più di un dubbio.
4 Sul futuro degli Stati Uniti...
Qui, chi delira, è colui che è ancora convinto del “sogno americano”
Watch September Clues
Ozieri 3.0
3 years ago
Il link sul futuro degli usa non è quello che ho segnalato io.
Se ne trovano comunque altri: (1)
(2) (3) (4)