Sono trascorsi meno di due anni dalle elezioni amministrative del 2006 nelle quali Veltroni, allora sindaco di Roma, stravinse il confronto con Alemanno. Il 28 maggio furono eletti il Presidente della Regione Sicilia e l’Assemblea Regionale, 8 Consigli provinciali e 1268 Consigli Comunali tra i quali Roma, Milano, Torino, Napoli e Cagliari.
Il venerdì 26, alla chiusura della campagna elettorale, Veltroni non può partecipare di persona perché ricoverato in ospedale ma per sostenere le sue ragioni è disponibile una vasta corte di artisti che non si risparmia sui palchi allestiti sulle piazze romane. Sono gli stessi che anche un mese fa hanno ripetuto la sceneggiata, senza ottenere gli stessi applausi né riuscire a strappare il bis.
Il giorno successivo Il Corriere della Sera riportò il resoconto della serata e rileggendolo nascono tante considerazioni, molto più grandi del piccolo episodio, sulla caducità delle vicende umane.
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[...] Roberto Benigni rimprovera Veltroni: «Non crei mai uno scandaluccio, non t’ hanno mai sorpreso a rubare, a intascare una tangente, con un furbetto del quartierino, mai, niente, mai beccato con un trans a Tor Bella Monaca, mai in una foto con Calderoli, mai neanche al telefono con Moggi… sei fuori moda, Walter, così non ti vota nessuno, e poi, dico io, ti operi ai reni?, ma operati ai capelli, che va di moda, e poi, sindaco, sei sposato, con una donna, e vi volete pure bene, sei fuori moda, Walter… e sei anche colto, pensi all’ arte e alla poesia…non vuoi proprio essere eletto…». [...] coi passi ampi e saltellati, sul palco di Vigne Nuove, «bello qui, mi piace, avete mica un appartamento per me che mi trasferisco?».
Il sindaco non c’ è, ma in cinque piazze di periferia ecco la chiusura della campagna elettorale, applausi da Santa Maria della Pietà, da Labaro, dove s’ esibisce Carlo Verdone, da Tor Bella Monaca, dove a sorpresa arriva Renato Zero e canta davanti a una folla incredula, duemila persone in coro.
Anche a Ostia, che è la piazza dove si comincia per ultimi, alle 21, c’ è tantissima gente, seimila persone. E in ognuna delle piazze, ecco il videomessaggio girato in mattinata al Gemelli: Veltroni in camice bianco, tutt’ altro che in forma, cuscino bianco a far da sfondo. «Mi dispiace non essere con voi» per prima cosa. Poi la politica, «ma questa è una campagna elettorale amministrativa, civica, non è una campagna elettorale politica in formato ridotto».
«Macché ospedale – ride Benigni – non è vero, è a Santa Marinella, sdraiato, sono vecchi trucchi della politica… Alemanno ora cerca di farsi ricoverare al San Camillo per un’ ernia…».
Non è l’ unico artista a salire su un palco per il sindaco, l’ elenco è lungo. Gigi Proietti, ad esempio, spiega con un articolato ragionamento politico perché è giusto dare fiducia a Veltroni: «Uno bbono n’ avemo trovato, tenemoselo». E aggiunge: «Roma adesso è cambiata».
[...] Al sindaco, arrivano gli auguri di Berlusconi: «Macché Silvio - ride Benigni - ero io al telefono, Silvio ora che non conta niente è troppo impegnato a contare…».
A chi non fosse ancora chiaro: Benigni sostiene Veltroni. «Ma di più, io ci farei all’ amore, l’ abbiamo già fatto ma lo rifarei, e lo farei guarire con un bacio, lo bacio in un modo così appassionato che gli ammazzo tutti i virus».
Ed è così che si chiude la campagna elettorale del centro- sinistra: con lo stesso stile di sempre, con un sorriso.
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I fans e la claque sono ancora gli stessi ma in due anni sono cambiati gli spettatori e s’è spento anche il sorriso di Veltroni.


pupo
4 years ago
Oggi a sinistra qualcuno inizia a capire il significato delle parole che un giorno mi disse l’amico Confucio, in un viaggio in Cina di qualche anno fa:
“Non vi è più grande catastrofe del sottovalutare il nemico”.