In questi sono giorni son tornati di gran moda i sepolcri imbiancati,
autonominatisi maestri di morale e capaci educatori di fanciulli.
Vorrebbero un mondo migliore, il paradiso in terra, senza restrizioni nei campi elisi dove amano rotolarsi. Se non condividete la loro visione del mondo e lo ritenete un inferno, siete dei reazionari. Guai ad ipotizzare qualche regola o correttivo: sarebbe fascista e violerebbe la libertà d’ognuno di far male a sé e agli altri.
La realtà però riporta loro e noi sul piano più concreto del quotidiano e allora scopriamo cosucce come questa riportata dall’ APCom:
“Interi rioni e palazzi di edilizia popolare trasformati in vere e proprie roccaforti per poter vendere, indisturbati, la droga.
E’ questo il lotto R, meglio conosciuto come Oasi del Buon Pastore in via Ghisleri, nel quartiere napoletano Scampia.
Un luogo ‘blindato’ in cui ciascuno ha il proprio ruolo e la propria mansione da svolgere: ci sono i pusher, gli spacciatori, le vedette, ma anche chi sistema transenne e ‘disciplina’ l’affluenza dei tossicodipendenti che arrivano in zona per comprare la ‘polvere bianca’.
Nel corso di un anno di indagini la polizia ha potuto osservare, fotografare e filmare come l’organizzazione gestisce lo spaccio pianificando le attività illecite utilizzando il complesso edilizio in modo da renderlo assolutamente inespugnabile.
La vendita della droga avveniva attraverso una fessura ricavata nel portone di ingresso di uno degli edifici, qui lo spacciatore incontrava gli acquirenti, al riparo del cancello di accesso, sbarrato con un apposito maniglione di grosse dimensioni azionabile solo dall’interno. Il lavoro del pusher era poi ulteriormente protetto dalle vedette che, vigilavano l’esterno del palazzo per verificare ogni movimento sospetto e segnalare l’arrivo delle forze dell’ordine.
Nel corso delle indagini si è potuto constatare l’elevatissimo numero di tossicodipendenti che si assiepavano, in attesa del proprio turno, per acquistare le dosi quotidiane di droga. In alcuni momenti erano talmente tanti da dover ricorrere all’uso delle transenne per essere ordinati in fila e accedere all’edificio nel quale si vendevano cocaina, eroina e hashish.
A ‘gestire’ il traffico, persino con modi imperiosi, alcuni appartenenti al gruppo criminale tra cui anche dei minori. Turni di lavoro di sei ore durante le quali erano garantiti anche pasti e consumazioni di bibite. Sono molte, infatti, le immagini nelle quali si ritraggono madri e mogli pronte a calare dal proprio balcone di casa cestini con vettovaglie e viveri.
All’interno del parco, l’organizzazione criminale aveva anche attrezzato in luogo di ‘consumazione’ quella che una volta era una casa al piano terra. Adesso quel seminterrato, posto a ridosso di uno degli ingressi, era diventato un posto ‘comodo’ e vicino nel quale i tossicodipendenti potevano recarsi per andare a consumare la droga appena acquistata.
[…] “Sorprendente – scrive in una nota il procuratore aggiunto di Napoli, Alessandro Pennasilico – il totale assoggettamento all’organizzazione criminale manifestato non soltanto dai tossicodipendenti, ma anche dai condomini del palazzo costretti, per entrare e uscire dalle proprie abitazioni, ad attendere i tempi dei malavitosi per evitare repentine incursioni delle forze dell’ordine”.
Dalle immagini registrate si nota, ad esempio, che nell’Oasi del Buon Pastore alcune donne con bambini e buste della spesa in mano, restano fermi dinanzi al cancello d’ingresso dell’edificio, in attesa che lo spacciatore li faccia entrare.[…]
Credete che la soluzione per risolvere tali situazioni non esista? Io credo che esista, che non sia indolore ma che non si abbia il coraggio d’applicarla.
Allora teniamoci i sepolcri imbiancati ed eventualmente diamo un’altra mano di calce.


Pubblicato il 28 maggio, 2009 alle 9:21 am da Chirone