MY DEAR WALTER, YOU REMEMBER THE TITANIC?

Pubblicato il 15 aprile, 2008 alle 5:27 pm da


titanic_bow_railing_rid.jpg14 aprile 1912.

Il maestoso ed “inaffondabile” transatlantico Titanic, orgoglio della marina mercantile di Sua Maestà britannica ed ammiraglia della White Star Line, in viaggio inaugurale da Southampton a New York, urta un gigantesco iceberg alla deriva. Alle 23:40 le vedette Lee e Fleet lanciarono l’allarme: “Iceberg dritto di prua!”. Il primo ufficiale William Murdoch ordinò al timoniere Robert Hitchens: “Indietro tutta, barra a dritta”. La nave iniziò lentamente a virare, ma l’ostacolo era appena a 450 metri. Per dieci secondi la lama di ghiaccio “segò” la fiancata: un taglio lungo 90 metri. Molti passeggeri dormivano e non si accorsero di nulla. Altri vennero svegliati. Il danno era irrimediabile, lo si vide immediatamente: dieci minuti dopo la collisione nei compartimenti a tenuta stagna l’acqua aveva raggiunto già i 4 metri. Thomas Andrews, della Harland & Wolff, capì che il Titanic era ferito mortalmente.

Ore 02:20 – All’estremo, sulla poppa, fra centinaia e centinaia di persone terrorizzate, l’orchestra intonò “Nearer My God, To thee, Più vicino a te, o mio Dio”. Si udirono gli stridii della lamiere, un fumaiolo cadde sfracellando alcune persone, la nave si spezzò in due tronconi. Le luci della nave si spensero. La sezione di prua affondò e subito dopo toccò a quella di poppa.

14 Aprile 2008.

Il maestoso ed “inaffondabile” Partito Democratico, orgoglio della sinistra italiana ed europea, nel suo viaggio inaugurale attraverso l’Italia urta il gigantestso iceberg del PDL staccatosi dalla banchisa polare di Arcore.

Alle 23:40 le vedette del TG3 lanciano l’allarme: “Berlusconi dritto di prua!”. Mentre il comandante Valter Veltroni dorme nella sua suite, il primo ufficiale Dario Franceschini ordina al timoniere Arturo Parisi: “Indietro tutta, barra a sinistra”.

La nave inizia lentamente a virare, ma il disastro non può più essere evitato. Comincia una notte di terrore, di eroismi e vigliaccherie, il tutto con il coro di Ozieri che, sulla poppa, intona il “Deus ti salvet Maria”.

Ore 02:20 – Nel salotto di Bruno Vespa arrivano i dati pressochè definitivi del Viminale, che confermano l’affondamento del PD!

Questa la breve cronaca, nuda e cruda, del naufragio del transatlantico della sinistra veltroniana. Fra le vittime numerose persone di tutte le classi sociali.

Perito fra i flutti il Primo Lord dell’Ammiragliato Anthony Athily, con la consorte ed il barboncino di casa. Scomparso anche il leader del partito laburista al governo Leonard Ladus, con il ministro all’economia madam Mary Johans Pool. Fra le vittime di terza classe la suffragetta lady Byce Cheessy, con il consorte vice vice vice segretario Carmel Losthy e l’affezionata dama di compagnia Zia Peppina.

Durante il naufragio non sono mancati momenti di codardia ed episodi di fortuna. Secondo alcuni testimoni il primo fuochista John Francis “Tenerone” Mundulas avrebbe tentato di scampare al disastro nascosto fra donne e bambini, mentre il medico di bordo lord Philips Fels avrebbe raggiunto a nuoto una delle semivuote imbarcazioni di salvataggio.

Fra gli scampati al naufragio il presidente della WSL Anthony Arcs che, insieme al ministro al lavoro lord Sgaranghy, all’ultimo momento non si sarebbero imbarcati sul Partito Democratico, poiché entrambi non avrebbero ottenuto dalla compagnia di navigazione rassicurazioni sufficienti sulla possibilità di viaggiare in cabine di prima classe!
Già nominata la commissione d’inchiesta.

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