“Chissà se gli studenti lo sanno: i professori universitari che si riempiono la bocca con la parola “sciopero” hanno inventato e praticano un geniale sciopero all’italiana, niente lavoro ma anche niente trattenuta in busta paga.
Piazze piene ma anche tasche piene. Rivoluzione e retribuzione.
In poche parole: i baroni della rivolta contro i tagli scioperano nei “fatti”, visto che non lavorano; ma “formalmente” non sono in sciopero e quindi non ci rimettono un centesimo.
Fino a qualche anno fa, alcuni giorni dopo lo sciopero, i professori ricevevano una lettera dall’amministrazione in cui si chiedeva conto della loro presenza o assenza. Bastava non rispondere e lo stipendio veniva decurtato. Tanto, nelle università, non c’era e non c’è alcun controllo delle presenze. Nè cartellini nè registri da firmare.
Ora è stato eliminato anche il fastidioso recapito dell’antipatica lettera e quindi si procede così. Si procede con il Consiglio di facoltà che delibera la “sospensione dell’attività didattica”. Viene stabilito che nei tali giorni la facoltà è chiusa e quindi i professori sono lasciati in libertà.
Sono a casa. Pagati.
[...] una gigantesca truffa già in questi giorni, visto che la protesta degli studenti è contro il decreto Gelmini che riguarda le elementari, e quindi non si capisce che senso abbiano le occupazioni delle università. Il sindacato spiega questa assurdità dicendo che le università comunque sciopereranno il 14 novembre e all’appuntamento bisogna arrivarci preparati, insomma bisogna allenarsi prima con un po’ di cortei, di assemblee, di slogan”.
Lo scrive Michele Brambilla, vicedirettore de ‘Il Giornale’.


Sator
3 years ago
Dobbiamo rassegnarci, Cossiga non poteva non commentare lo sciopero della scuola:
” La presenza nelle grandi manifestazioni di oggi di esponenti del Pd e della sinistra radicale: da Walter Veltroni a ”lo Squalino” Folloni, da Bertinotti a Diliberto a Ferrero, costituiscono una garanzia; queste presenze dimostrano che le sinistre e i sindacati hanno compreso che occorre sponsorizzare, gestire ed egemonizzare il ”movimento” degli studenti perche’ esso non sia inquinato e portato sul terreno della violenza estrema e poi della lotta armata. E meglio sarebbe stato se l’An di Gianfranco Fini, da lui portata decisamente a sinistra di Forza Italia, fosse stata presente in piazza, per guidare i cosi’ detti ”studenti di destra”, da Forza Nuova a Casa Pound. La presenza poi del movimento fascista dell’Italia dei Disvalori, con alla testa il gerarca Antonio Di Pietro, avrebbe forse portato su posizione d’ordine anche i ragazzi delle formazioni ‘nere’ ”
Grillo Parlante
3 years ago
Bisognerebbe chiedersi di chi è stata la bella idea, giusta o meno, di presentare una riforma del sistema scolastico italiano nel mese di settembre.
Gli studenti italiani, infatti, non mancano mai l’occasione (lo abbiamo fatto tutti) per disertare le lezioni. E così ora arriveranno almeno a Natale, poi ci sono le vacanze e Carnevale, per stare a zonzo fino a Marzo,
Non sarebbe stato meglio predisporre e presentare la riforma della scuola ad Aprile? Sarebbe stato interessante vedere quanti avrebbero protestato o scioperato, ad un mese dalla chiusura e, sopratutto dagli scrutini!