La Fao, l’agenzia alimentare delle Nazioni Unite, ritiene che un quinto delle emissioni globali di gas nocivi sarebbe legata alla produzione di carne, perchè questi gas si originerebbero a causa del foraggio utilizzato per il ciclo alimentare degli animali. I ruminanti – e soprattutto le mucche – emettono metano, che è 23 volte più efficace come agente per il surriscaldamente terrestre rispetto all’anidride carbonica. La Fao ha anche avvertito che il consumo di carne raddoppierà nel giro di mezzo secolo.
Il dr. Rajendra Pachauri, chair of the United Nations Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC) afferma che un cambiamento nelle abitudini alimentari è importante perché le enormi emissioni di gas ad effetto serra sono strettamente legati all’allevamento dei bovini e di altri animali.
“Rinunciate alla carne per un giorno a settimana, almeno inizialmente, e poi diminuite ancora”,
ha suggerito l’economista indiano, che è vegetariano. Secondo Pachauri, sono però necessari anche altri cambiamenti negli stili di vita, per ridurre i consumi “in ogni settore dell’economia.”
Considerata la nazionalità del chair of etc. etc. e le rispettabili credenze religiose dei suoi connazionali, come ritiene di risolvere il problema delle vacche sacre?


Pubblicato il 8 settembre, 2008 alle 4:59 pm da Piombino