tacere bisognava e andare avanti…

Pubblicato il 4 aprile, 2008 alle 4:51 pm da


gay-2.jpg«I gay nell’Esercito sono inadatti. Io rispetto ogni scelta legittima e lecita della persona, ma credo che nell’ambito di una struttura come l’Esercito, dove le attività si svolgono sempre insieme, è opportuno non dichiarare ed evidenziare la propria omosessualita.»
E’ quanto ha affermato in un’intervista dal generale Mauro Del vecchio, ex comandante della missione Isaf in Afghanistan e candidato al Senato per il Pd nella circoscrizione Lazio.
In pochi minuti s’è scatenato il fuoco di sbarramento. Il primo ad attaccare è il socialista (presidente onorario dell’Arcigay) Franco Grillini, che colma anche una nostra lacuna con gli acrostici:

«I suoi ragionamenti discriminatori sono condivisi dal Pd e dal suo vertice? Le affermazioni di Del Vecchio ci tolgono ogni dubbio: è bene che la comunità lgbt (Lesbiche, Gay, Bisessuali, Transessuali) italiana non si fidi del Partito Democratico».

Segue tutta la Sinistra l’Arcobaleno, da Fabio Mussi a Vladimir Luxuria e tutti stigmatizzano le parole del generale e attaccano il Pd. Anche Paola Concia candidata del Pd è d’accordo:

«Bisognerebbe stare più attenti a ciò che si dice e ciò che si pensa. Il Pd non è contro i gay e spero che Del Vecchio si impegni in Parlamento per favorire il rispetto e la non discriminazione all’interno delle Forze Armate.»

La polemica costringe l’ex generale Del Vecchio, ormai disarmato, prima ad una retromarcia, pericolosissima date le circostanze e poi ad una definitiva ritirata strategica, volgarmente detta, considerato l’argomento, “pararsi il culo”:

«Ho evidentemente peccato di inesperienza politica».

Veltroni cerca di chiudere la polemica:

«Le parole che il generale ha pronunciato sono assolutamente sbagliate e lontane anni luce dal programma del Pd e dai suoi valori. La smentita conferma la sua piena adesione.»

Non passano non dico anni luce ma neanche  24 ore che scopriamo un’altra candidata che i valori del PD fa fatica ad digerirli ed assimilarli. Salta fuori infatti un’intervista della Binetti, cattolica teo-dem [che significa: teo-ricamente cattolica, praticamente dem-otivata] che dice:

«Non voterò nessuna normativa giuridica a tutela delle coppie gay. Nel momento in cui dovessero arrivare i famosi Dico io non li voterei. [...] a mio giudizio esiste [uno] sviluppo ordinario di una persona, che è quella dell’amore e della sessualità che è più squisitamente eterosessuale perché la complementarità biologica, [...] con cui ognuno di noi raggiunge la pienezza della sua maturità ha questa come strada maestra [...] la naturalezza anche statisticamente parlando».

Risponde il Grillini parlante, aggrappato al suo… chiodo fisso:

«Con Binetti il Pd è nudo. La senatrice del cilicio ha detto finalmente la verità e in caso di vittoria del Pd, Pacs, Dico, Cus, non sarebbero mai approvati perché il Pd [...] rielegge la senatrice che ha votato contro [...]le norme anti-omofobia, ma porta in Parlamento centoventi parlamentari clericali che [...] non voterebbero mai le timidissime proposte presenti nel programma del Pd a proposito di diritti civili e contro le discriminazioni ai gay».

Con questo rimpallo (di dichiarazioni…) chiudiamo. Sono temi che toccano punti delicati, delicatissimi, e, per chi piace, sensibili. Avrebbero bisogno di approfondimento.

Ma se poi ci provano gusto, come fare per tirarsi indietro?

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