Tutti al mare, tutti al mare…

Pubblicato il 6 maggio, 2009 alle 5:50 pm da


Tutti al mare, tutti al mare…

I viaggi della speranza che i sardi compiono da sempre verso la madre patria (così nelle colonie si chiama il centro dell’impero) nel tentativo di strappare qualcosa (salute, soldi, lavoro, cultura) o d’impedire che qualcosa venga strappato, si svolgono, da qualche mese, Cappellacci in mano.

Il pover’uomo fa quel che può e merita di diritto la carta d’oro di “frequent flyer” per il contributo personale al riempimento degli aerei sulle tratte da Elmas a Roma. Anche quando va a Milano –e suo circondario- utilizza l’aereo, per cui il ministro dei trasporti ha manifestato il proposito di eliminare le rotte marittime che uniscono la Sardegna al nord-Italia.

Questioni di bilancio, parrebbe, chè d’inverno i traffici diminuiscono ma i costi restano uguali: i sardi imparino a nuotare o viaggino d’estate, sostiene l’altèro ministro.

Altra notizia collegata, intonata questa ai viaggi della disperazione, è che nuovamente “nel profondo cuor del sonante mar ” due barconi con un grappolo d’uomini stretti come acini d’uva “sfiòrano l’onde nere nella fitta oscurità ” in attesa d’un soccorso che tarda ad arrivare, nella disputa tra l’Italia e Malta.

Il primo ministro dell’isolotto, ormai abituato alle cattive consuetudini, oltre che profittare della nostra generosità, si permette d’insultarci e ha dichiarato di essere “disgustato nel sentire di altri paesi del Mediterraneo che si rifiutano di accogliere persone che sono in pericolo“, anche se finora, e pure in questo frangente, siamo gli unici a prodigarci. “Nell’ultimo caso – poi aggiunto – le forze italiane sarebbero dovute intervenire perche’ l’imbarcazione in difficolta’ era piu’ vicina a Lampedusa“.

Stando così le cose e davanti all’impossibilità di far sprofondare sia Lampedusa che Malta, che sarebbe la soluzione definitiva per tutte le controversie col corto maltese, dobbiamo trovare una soluzione innovativa, all’italiana.

Ricapitolando:

  • le rotte per Genova costano troppo ed occorre eliminarle, fregandosene dei sardi ma salvaguardando i napoletani, vale a dire gli equipaggi, gli unici in grado di sollevare un gran casino, per cui non si potrà licenziare nessuno né disarmare le navi;
  • il costo del pattugliamento, salvamento a mare, assistenza e permanenza, sorveglianza e liberazione finale in terraferma dei dis-graziati in arrivo, con telefono satellitare ma senza salvagente, è esorbitante ed insostenibile.

Io una proposta l’avrei: dirottiamo le navi che abbiamo e gli equipaggi che su di esse “faticano” sui porti del Nord Africa e gratuitamente trasportiamo in Italia quanti vogliano fare la traversata, a piacimento ed in tutta sicurezza, e nel viaggio di ritorno le navi potranno trasportare sulle calde coste africane i turisti che, ovviamente, non potranno venire in Sardegna.

Pensiamo quanti soldi, controversie internazionali, piagnistei nazionali, rischi, sofferenze e morti potremmo evitare!

L’aspetto più tragico della mia proposta è che è molto meno assurda di quanto appaia a prima vista.

Appena esce dall’uragano Veronica bisogna che ne parli a Silvio, che negli ultimi giorni ha fatto sorgere il dubbio se, per fortuna, c’è o ci fa.

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