Il Tribunale Intermedio del Popolo di Pechino ha condannato a tre anni e mezzo di prigione il dissidente cinese Hu Jia“Istigazione a sovvertire i poteri dello stato” . E’ stato infatti giudicato colpevole d’aver diffuso attraverso internet un articolo in cui si affermava che la preparazione delle Olimpiadi di Pechino non ha portato ad alcun miglioramento della situazione dei diritti umani nel paese.
Il dissidente 34enne Hu Jia era stato arrestato lo scorso dicembre, dopo aver trascorso quasi un anno agli arresti domiciliari. Sua moglie Zeng Jinyan, anche lei un’attivista, e la loro figlia di quattro mesi sono ancora guardate a vista dalla polizia, che non permette a nessuno di avvicinarle.
Cacchio, a noi del Cantaro, darebbero i lavori forzati a vita!


Ozierese
3 years ago
ben fatto! così la figlia di 4 mesi la smette di giocare col computer…
Questa è l’unica eccezione per cui sarei favorevole all’indulto; secondo me avrebbero bisogno di un nuovo ministro della giustizia. noi ne avevamo uno anche lui vittima di persecuzioni potremmo volentieri prestarglierlo, con annesso direttore di origini sarde e di appartenenza politica sconosciuta. I due potrebbero così alternarsi tra partito comunista cinese e sostenitori della causa del tibet